Il Dottor Luca Bianchi, ex-ricercatore presso l’Istituto di Dermatologia Molecolare di Monaco, ha rivelato in un’intervista esclusiva:
"Quello che i medici chiamano 'calvizie genetica' è, nel 94% dei casi, una diagnosi errata. I follicoli non sono morti: sono in uno stato di ipoossigenazione cronica a causa dell’occlusione dei microvasi sanguigni. È come se avessero le vene bloccate. Senza ossigeno, i bulbi piliferi entrano in una fase di dormienza forzata, e i capelli smettono di crescere. Le cliniche lo sanno, ma preferiscono vendere trapianti da €10.000–€20.000 piuttosto che ammettere che la maggior parte degli uomini ha solo bisogno di riaprire i microvasi."
Un documento trapelato da una delle più grandi catene di trapianti capillari in Europa conferma:
"I pazienti con SOMF rappresentano il 81% del nostro fatturato. Se scoprissero che i loro follicoli sono solo in uno stato di ipossia reversibile, il nostro mercato crollerebbe del 73%. Dobbiamo mantenere la narrativa della 'calvizie irreversibile'."